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L'ESPOSIZIONE E L'ISTOGRAMMA


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Imparare ad esporre correttamente fa la differenza tra uno scatto ben riuscito e uno da buttare. Con la pellicola era fondamentale sapere quello che era opportuno fare in ogni situazione e l'esperienza era l'unica alleata del fotografo. Ancora oggi esporre correttamente richiede una certa pratica, ma con il digitale ci sono notevoli vantaggi. Infatti abbiamo la possibilità di controllare immediatamente dopo lo scatto, se l'esposizione è corretta oppure se il nostro scatto necessita di alcune modifiche per rendere al meglio. Osservando l'istogramma ed eventualmente attivando le info dettagliate sulle alte luci direttamente sul display, è possibile compensare l'esposizione sul valore piò appropriato e ripetere la foto.
Imparare dunque a leggere l'istogramma e utilizzare le diverse modalità di esposizione (M - A - S - P) ti permette di avere un controllo totale sull'esposizione di un immagine, ma richiede comunque un po' di tempo e pazienza.



L'esposizione è il risultato della combinazione di tre parametri variabili:
  • il tempo di posa
  • l'apertura del diaframma
  • la sensibilità ISO del supporto (pellicola o sensore digitale).


Ipotizzando un supporto con sensibilità ISO pari a 100, andremo ad analizzare la scena che desideriamo fotografare e vedremo, ad esempio, che la corretta esposizione è 1/125" con apertura f5.6. Essendo il diaframma e il tempo di esposizione direttamente proporzionali (piò è aperto, piò è veloce il tempo dell'otturatore), avremo la stessa esposizione anche con le seguenti combinazioni:

1/500" a f2.8 1/250" a f4 1/125" a f5.6 1/60" a f8 1/30" a f16


Ciò vuol dire che sta a noi scegliere la combinazione che piò ci aggrada o che pensiamo sia la migliore in base al soggetto che stiamo fotografando. Chiudendo il diaframma vedremo i tempi d'otturazione aumentare e quindi se il soggetto si sta muovendo, avremo sul nostro scatto una rappresentazione diversa del movimento; a 1/500" (diaframma aperto) il soggetto sarà congelato, mentre a 1/30" (diaframma chiuso) è molto probabile che rimanga impresso nel nostro scatto il movimento in forma di scia. Possiamo quindi riassumere dicendo che, il diaframma determina la quantità di luce che va a colpire il supporto, mentre l'otturatore decide il tempo d'azione della luce sul supporto.

Come spiegavo nel paragrafo precedente dedicato all'obiettivo , la parte centrale delle lenti è anche la parte migliore, quindi le foto scattate tra il diaframma f7 e f16 avranno una maggiore nitidezza, mentre quando scattiamo con diaframmi molto piò aperti, come f2.8 o maggiore, le foto tenderanno ad essere piò morbide e quindi meno nitide.

La metafora che piò adoro riportare nel cercare di spiegare correttamente un orgomento fondamentale come l'esposizione, è quella di paragonare la luce, all'acqua che esce dal rubinetto di casa nostra. Il diaframma è paragonabile all'apertura del rubinetto, mentre l'otturatore al tempo che viene lasciato aperto il rubinetto stesso. Infatti esporre correttamente, è un po' come dover riempire un bicchiere d'acqua, pertanto si può decidere di riempirlo in pochi istanti aprendo tutto il rubinetto, oppure far scendere un filo d'acqua e attendere un po' di tempo in piò prima che il bicchiere sia colmo. Per far si che l'immagine sia esposta correttamente quindi, l'acqua non deve traboccare (foto sovraesposta), ne essere piò bassa del bordo del bicchiere (foto sottoesposta).





002886-1
sottoesposta di 1 stop


002886+1
sovraesposta di 1 stop


002886.jpg
esposizione corretta



L'esposimetro

Riuscire a calcolare la giusta esposizione è dunque fondamentale per creare un buono scatto, ma non è semplicissimo, se la nostra esperienza non è all'altezza, possiamo e dobbiamo affidarci all'esposimetro che analizza la scena mettendo in relazione i tre parametri variabili sopra citati, ma non bisogna fare l'errore di metterci completamente nelle mani di questo sistema. Infatti in situazioni con forti zone d'ombra e aree molto illuminate, l'esposimetro può essere ingannato e valutare in maniera non del tutto corretta la scena che abbiamo di fronte.

L'attuale tecnologia ci ha messo a disposizione vari sistemi di misurazione della luce, sempre piò precisi e funzionali.
  • Misurazione spot
    Il sensore esegue la misurazione della luminosità concentrandosi su un cerchio di 3,5mm di diametro e si trova al centro del punto AF scelto, permettondoci di analizzare i soggetti anche se non si trovano al centro del mirino. Molto utile nei casi di ritratti in controluce.

esposizione spot
  • Misurazione semispot o ponderata centrale
    In questo caso la misurazione viene eseguita su tutta la scena, ma assegna un maggior peso ad un cerchio (di diametro che può variare dai 6-10mm) nell'area centrale dell'inquadratura.

esposizione semispot
  • Misurazione integrata
    La misurazione è eseguita facendo una media della luce dell'inquadratura; adatta in situazioni di normale luminosità, sconsigliata caldamente in situazioni di luce critica.

  • Misurazione Zonale o Matrix
    La misurazione della luce avviene in varie zone dell'inquadratura, impostando così la corretta esposizione tramite software. Ideale nella maggior parte delle situazioni garantendo risultati naturali.

esposizione zonale o matrix



I sistemi di misurazione Spot e Semispot si usavano principalmente con le reflex a pellicola, garantendo in questo modo un'adeguata esposizione al soggetto inquadrato, ma sacrificando l'esposizione dello sfondo. Personalmente credo che la piò utile adesso sia la misurazione Zonale o Matrix, la tecnologia in tal senso ha fatto molti passi in avanti e molto spesso questo tipo di misurazione è sufficientemente preciso da garantire una corretta lettura della luce su tutta l'inquadratura; e comunque guardando l'istogramma si può arrivare alla giusta esposizione molto piò velocemente che con gli altri tipi di misurazione.



Compensazione dell'esposizione

Per esporre correttamente (soprattutto in condizioni di luce critica o di soggetti particolarmente chiari) è necessario padroneggiare le funzioni della fotocamera per arginare la possibilità di sovra o sotto esporre il vostro scatto. Le attuali reflex, vedi Nikon, offrono la possibilità di compensare l'esposizione di addirittura +/- 5 stop garantendo così un ampio margine di scelta per arrivare alla giusta esposizione.

E' scontato dire che se voi impostate la compensazione dell'esposizione su valori negativi (es.-3), inevitabilmente la vostra fotografia assumerà tonalità piò scure, mentre se impostate una compensazione positiva (es.+3), il vostro scatto tenderà ad essere piò chiaro.
Si ottengono gli stessi risultati semplicemente selezionando la modalità di esposizione in manuale - M - e impostare le tre variabili (tempo/diaframma/sensibilità) sui valori piò adatti al tipo d'inquadratura.

compensazione esposizione -3







L'istogramma

L'istogramma è un modo grafico di rappresentare la distribuzione dei pixel in un'immagine, infatti osservandolo si può capire subito se lo scatto ha prodotto un'immagine equilibrata, oppure se ci sono difetti nell'esposizione. Di solito nelle macchine fotografiche possiamo decidere se e come visualizzare tale strumento modificando le impostazioni di visualizzazione dei dati dell'immagine.

Personalmente preferisco impostare il grafico sul canale luminosità evitando così l'rgb. Lo ritengo piò intuitivo e quindi piò immediato.
In questo caso quindi, l'istogramma indicherà la luminosità dell'immagine che va da "0" (nero puro) a "255" (bianco puro) gradi. Tali gradi sono chiamati "gradi di luminosità" e sono un totale di 256 (si conta anche lo zero). La zona sinistra del grafico riguarda le ombre, la zona centrale riduarda i mezzitoni, mentre la zona destra del grafico è dedicata alle luci. In una foto equilibrata non troveremo picchi di pixel nella parte sinistra, ne tantomeno in quella destra, ma avremo un istogramma a forma di "dosso", dove il grafico si svilupperà dal basso a sinistra per aumentare gradualmente nella parte centrale, per poi discendere fino all'angolo di destra.

Le immagini che seguono vi aiuteranno a capire meglio quello che avete appena letto.

tramonto a San Casciano in val di Pesa
istogramma su tramonto

Nell'istogramma a fianco, si vede chiaramente la grande quantità di px presenti nella zona dei mezzitoni scuri che compongono la fotografia. I cipressi sulla destra, completamente neri, sono rappresentati dal picco di px sull'estrema sinistra dell'istogramma, mentre sull'estrema destra dell'istogramma sono rappresentati i px presenti nel punto piò luminoso della foto.




panchina in tramonto istogramma panchina

In questo caso la foto risulta ben equilibrata, l'istogramma non tocca nessuna delle due estremità; aumenta gradualmente da sinistra a destra con un maggiore dettaglio di px nella zona dei mezzitoni, per poi diminuire con dolcezza fino all'estremità opposta, dove però si evidenzia un leggero picco in corrispondenza delle alte luci; provocato sicuramente dallo sfondo molto piò luminoso rispetto al soggetto.




S.Andrea in Percussina innevato
istogramma S.Andrea in Percussina

La fotografia sopra, rappresentando un paesaggio imbiancato, mostra una dominanza di colori chiari sull'intera diapositiva. L'istogramma infatti evidenzia una quantità di px enorme nella parte dei mezzitoni chiari e un leggero picco di mezzitoni scuri, che rappresentano quasi esclusivamente le chiome degli alberi.



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