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LA FOTO PAESAGGISTICA


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Con certezza possiamo affermare che è la più praticata in assoluto, un po' perché si ha sempre il desiderio d'immortalare la località che stiamo visitando, un po' perché si ha l'impressione che sia la più semplice e attuabile. In un certo senso è vero, basta inquadrare e preme il pulsante di scatto, niente di più facile!
Se vogliamo però evitare di avere l'ennesima identica diapositiva, nonostante sia stata scattata dall'altra perte del mondo, è fondamentale conoscere e attuare delle semplici regole.

Innanzitutto è buona regola avere il maggior numero d'informazioni possibili sul soggetto che vogliamo fotografare; ad esempio se state visitando un paese di origine medioevale, sarebbe opportuno sapere un po' di storia dello stesso per cercare di cogliere interessanti spunti, ricercando così uno scatto diverso dal solito. Visitarlo a diverse ore del giorno, poi, ci permetterà di capire quale luce rende il nostro soggetto più "attraente" e insolito.
Infine dobbiamo sforzarci di vedere le cose sotto un occhio diverso, non limitandoci a scattare in base alle informazioni che ci arrivano dai nostri occhi.

Il nostro campo visivo è praticamente illimitato, è sufficiente voltare la testa da una parte e dall'altra, che riusciamo a coprire quasi 360°. Quando però accostiamo il nostro occhio al mirino della macchina fotografica, ci rendiamo subito conto che è impossibie inquadrare tutto quello che riusciamo a vedere e percepire in quel preciso istate della nostra vita, quindi, per quanto ampia sia la visuale dell'ottica montata sulla nostra reflex, dobbiamo sforzarci a trovare qualcosa da inserire nella nostra fotografia da renderla così, "vicina" all'osservatore.

Tanto per portare dei semplici esempi, talvolta è sufficiente trovare una prospettiva particolare, cercando magari d'inserire nello scatto un elemento che dia profondità e dinamismo alla foto. Un ottimo suggerimento può essere quello d'includere un elemento di cui conosciamo bene le dimensioni, ad esempio una casa o una persona, questo serve a dare il senso delle proporzioni al soggetto che stiamo inquadrando.
Una catena montuosa in silhouette è certamente un ottimo soggetto da immortalare, ma se zummassimo e riuscissimo ad aggiungere un uomo mentre cammina sul crinale, sarebbe sicuramente uno scatto molto più interessante e nello stesso tempo metterebbe in mostra la maestosità della montagna. E' ovvio che questo tipo di situazioni non si possono "creare", possiamo soltanto sfruttare il momento nel caso ci trovassimo in certi frangenti.

Parlando però di foto paesaggistica, potremmo cercare d'includere nel fotogramma un elemento statico, come una casa appunto.

rifugio lavaredo e le tre cime
In questo mio scatto, fatto nell'estate del 2011, ho cercato d'includere sia le persone, che il rifugio Lavaredo,
per cercare di dare importanza alle cime che sovrastano entrambi.



Possiamo anche provare a sfruttare ciò che abbiamo intorno, inserendo elementi che facciano da cornice al nostro soggetto principale, come rami, rocce ecc. Bisogna però fare attenzione che tali elementi non vadano a disturbare la composizione, rendendo la foto confusionaria e distogliendo così lo sguardo dell'osservatore dal protagonista del nostro scatto.

Ecco un elenco delle fondamentali della paesaggistica.
  • Rispettare il più possibile la regola dei terzi posizionando sulle linee guida poste nel mirino, gli elementi fondamentali dell'inquadratura.
  • Tenete dritta la linea dell'orizzonte.
  • Osservate i dettagli. Molto spesso è possibile far capire all'osservatore un intero paesaggio da un piccolo, fondamentale dettaglio!
  • Fate più scatti da diverse angolazioni.
  • Usate delle linee guida (una staccionata, un fiume, un sentiero) per condurre l'occhio di chi guarda verso il soggetto principale e dare profondità all'immagine.
  • Utilizzate il più possibile il cavalletto/treppiede.
  • Scattate sempre a ISO bassi per ridurre il rumore.
  • Se la fotocamera lo prevede, è meglio scattare con il sollevamento dello specchio (MLU) per evitare qualsiasi vibrazione.
  • Utilizzate lo scatto flessibile o l'autoscatto.
  • Meglio se scattate a diaframmi relativamente chiusi, come f/9 - f/16.


Parliamo un po' di tecnica

Se siete davvero interessati alla fotografia paesaggistica, avrete indubbiamente bisogno di un obiettivo grandangolare. Tale obiettivo (come spiegavo nella sezione "classificazione degli obiettivi"), permette di inquadrare una porzione notevolmente vasta di paesaggio e tende a esaltare la prospettiva, regalando alle fotografie molta profondità.

In commercio ce ne sono per tutte le tasche e per tutti i gusti, ma la vostra scelta dovrà essere condizionata dalla fotocamera sulla quale monterete l'ottica (oltre, ovviamente che dal vostro portafogli), perchè non potrete montare un obiettivo dedicato ai sensori APS-C su fotocamere FF. Sempre che non decidiate di acquistare ottiche professionali, la maggior parte degli obiettivi che troverete in commercio, difficilmente avrà un'apertura massima superiore a f/3.5 o f/4, ma in questo frangente non è un grosso problema, bisogna piuttosto prestare la dovuta attenzione sulla qualità delle lenti che monta l'ottica cui siamo interessati; se tende a produrre eccessivi flare, se genera vignettature troppo evidenti, oppure se la distorsione ai lati è eccessiva.

Come stavo dicendo, a noi non interessa l'apertura massima perchè andremo a utilizzare tale ottica principalmente a diaframmi chiusi, come f/9 o f/16, fondamentalmente per due motivi:

  1. Creare una profondità di campo molto estesa, in modo che anche gli elementi più vicini appaiano a fuoco.
  2. Sfruttare le lenti nel loro punto migliore, infatti, chiudendo il diaframma a certi valori, faremo passare la luce solo nella parte centrale della lente, che è sempre la parte con la resa più ottimale.
Fondamentale poi è procurarsi anche un valido cavalletto/treppiedi, perchè scattando a diaframmi chiusi e a ISO bassi, è molto probabile che il tempo necessario per esporre correttamente sia troppo "lungo" per riuscire a scattare a mano libera senza creare micromosso. Mi sento di consigliare anche l'utilizzo di uno scatto flessibile o l'autoscatto, per ridurre ulterioremente la possibilità di creare vibrazioni al momento dello scatto, oltre all'attivazione del sollevamento dello specchio.


L'utilizzo dei filtri

Il filtro polarizzatore ad esempio ha la capacità di rendere il cielo più terso e saturo bloccando la luce riflessa del vapore acqueo presente nell'aria, è possibile anche "bucare" il riflesso dell'acqua o di una vetrina, vedendo chiaramente quello che si trova dietro. Utilissimo anche sulla spiaggia, bloccando il riverbero del sole che si crea sull'increspature del mare. State attenti però ad utilizzarlo in alta montagna, potrebbe giocare brutti scherzi, colorando il cielo in maniera innaturale.

Gli UV; anche se la loro funzione nel migliorare lo scatto è quasi impercettibile, sono un'ottima protezione per la lente frontale. Nel caso in cui tale filtro dovesse provocare un aumento di flare (cosa molto probabile se scattate fotografie controluce), è molto meno dispendioso toglierlo, eseguire lo scatto, e successivamente riavvitarlo al suo posto, invece di non metterlo affatto e rischiare di graffiare la lente frontale. Bisogna però fare attenzione alla qualità della lente con cui è costruito il filtro, perchè può diminuire la qualità dell'immagine, diminuendo sensibilmente la nitidezza.

Molto interessanti sono i filtri neutri NG (Neutral Density) e GND (Graduated Neutral Density), utili per diminuire la quantità di luce che va a colpire il sensore, permettono d'impostare tempi più lunghi anche in situazioni di luce intensa, dove un tempo lento porterebbe invitabilmente alla sovraesposizione della foto. Grazie a questi filtri dunque è possibile ad esempio, fotografare una statua escludendo tutte le persone che vi passano intorno, oppure creare un effetto "seta" inquadrando l'acqua di un torrente o di una fontana.


La regola dei terzi

Saper inquadrare in maniera corretta, farà sicuramente la differenza tra uno scatto che riesce a trasmettere qualcosa e una semplice visione della realtà. Fin dai tempi in cui la fotografia era ancora sconosciuta, i pittori usavano questa tecnica per far risaltare un soggetto invece di un altro, riportando comunque su tela una porzione di vita quotidiana. Anche in ambito fotografico è consigliato regola dei terzi l'utilizzo di tale tecnica. Infatti dividendo l'immagine in terzi e posizionando il soggetto in uno dei quattro punti di intersezione (o punti di forza, o punti focali), l'immagine acquista dinamismo.
Nella fotografia paesaggistica è dunque consigliato posizionare la linea dell'orizzonte su una delle due linee orizzontali, a seconda se si vuole dare più importanza alla parte alta della foto oppure a quella bassa.
In questo scatto ho scelto di far vedere il cielo solo in 1/3 della scena, perchè non ritenevo che fosse particolarmente interessante, mentre il filare di vite conduce lo sguardo in direzione del castello in lontananza, che risulta essere in corrispondenza di una delle quattro intersezioni centrali.
La luce però non è delle più "magiche", anzi è molto dura, crea dei forti contrasti ed è molto più difficile esporre correttamente proprio a cusa della troppa luce presente nella scena.
Nella foto paesaggistica quindi è fondamentale avere una buona luce, infatti essa può trasformare un semplice e scontato soggetto in un posto fantastico e suggestivo.
Certo sta a noi trovare il giusto punto di vista... quello più artistico per intendersi.

La luce migliore per fotografare un paesaggio si trova nelle prime ore della mattinata (da poco prima che sorga il sole, fino a qualche ora dopo, in base alle stagioni) e nel tardo pomeriggio, poco prima del tramonto. Approfondisci luce.
Personalmente piace molto fotografare anche in situazioni di luce difficile o con cielo molto nuvoloso, perchè si creano situazioni molto meno comuni rispetto a tante altre occasioni.
atmosfera

Il bello delle regole però, lo sappiamo tutti, è non rispettarle; infatti ci sono alcuni casi in cui vi dovete assolutamente scordare di tutto quello che avete appena letto. Se vi trovate in presenza di un soggetto "naturalmente" simmetrico, come il riflesso che può produrre l'acqua di uno stagno, è doveroso sfruttare tale peculiarità per enfatizzare la scena. E' sufficiente posizionare la linea dell'orizzonte perfettamente al centro della nostra inquadratura e otterremo un equilibrato effetto specchio.




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